D’estate la canicola può essere talmente soffocante che nelle ore più calde del giorno sembra che non si muova più nulla e che anche il tempo si fermi. Sotto lo splendore del sole di luglio, la luce è talmente splendente che sembra inghiottire tutto quello che ti circonda…

Solo quando stava ormai tornando alla sua bicicletta, io riprendevo lentamente coscienza e rivedevo rifluire davanti agli occhi il film della realtà. Rivedevo il suo capo piegarsi di lato in un gesto di saluto e commiato, la sua bocca articolarsi in una frase e rivedevo la sua mano che mi porgeva un fascio di fogli.

Era sbucato pochi secondi prima pedalando da dietro l’angolo; con dei movimenti essenziali e precisi aveva fermato la sua bicicletta lasciando che si adagiasse in mezzo alla strada. Da una borsa appesa alla ruota della bicicletta era rotolata fuori una lattina che per un attimo aveva distratto il mio sguardo dall’uomo che ora si era diretto verso di me tirando fuori da una bisaccia che portava a tracolla un fascio di fogli tenuto assieme da uno spago. Fogli che avevo preso con un gesto automatico e che ora avevo tra le mie mani.

Ma cosa mi aveva detto subito dopo? Non riuscivo ancora a concentrarmi sulle sue parole perché c’era un rumore che continuava a distrarmi, un rumore che da parecchi minuti continuava in maniera alienante, ossessiva…

Sirene! Delle sirene si stanno avvicinando. Era almeno mezz’ora che le sentivo ed ero appena uscito di casa per capire cosa stava succedendo. Mi trovavo infatti sul ciglio del marciapiede per cercare di vedere se dal fondo della strada arrivassero le macchine quando il tizio in bicicletta era sbucato da dietro l’angolo alle mie spalle e…

“Sta’ in disparte e non farti notare, adesso.” mi aveva detto il tizio mentre prendevo i fogli dalla sua mano. La sua voce era calma, il tono pacato era quello che si usa quando si da un consiglio benevolo e rassicurante. Poi mi aveva salutato con un cenno amichevole del capo, aveva inforcato la sua bicicletta e dopo due colpi di pedale aveva preso una andatura veloce al centro della strada. Non si era più voltato nella mia direzione.

Io mi ero messo quel fascio di fogli sotto il braccio e mi ero avviato verso il portone spalancato. Il rumore delle sirene era molto vicino adesso e appena giunto all’ombra dell’androne mi ero fermato per vedere cosa sarebbe successo.

Who’s Brivido?

October 18, 2005

A question recurrs to me: who’s Brivido? I think that writing can help me, so I open this blog. If you have the answer, or if you think you can help me, please write here.

Brivido

Dictes moy ou, n’en quel pays,
Est Flora la belle Rommaine,
Archipiades ne Thaïs,
Qui fut sa cousine germaine,
Echo parlant quant bruyt on maine
Dessus riviere ou sus estan,
Qui beaulté ot trop plus q’humaine.
Mais ou sont les neiges d’antan?

Ou est la tres sage Helloïs,
Pour qui chastré fut et puis moyne
Pierre Esbaillart a Saint Denis?
Pour son amour ot ceste essoyne.
Semblablement, ou est la royne
Qui commanda que Buridan
Fust geté en ung sac en Saine?
Mais ou sont les neiges d’antan?

La royne Blanche comme lis
Qui chantoit a voix de seraine,
Berte au grand pié, Beatris, Alis,
Haremburgis qui tint le Maine,
Et Jehanne la bonne Lorraine
Qu’Englois brulerent a Rouan;
Ou sont ilz, ou, Vierge souvraine?
Mais ou sont les neiges d’antan?

Prince, n’enquerez de sepmaine
Ou elles sont, ne de cest an,
Qu’a ce reffrain ne vous remaine:
Mais ou sont les neiges d’antan?

François Villon 1641